DAVID HARVEY BREVE STORIA DEL NEOLIBERISMO PDF

La costruzione del consenso 51 3. Lo stato neoliberista 78 4. Il neoliberismo alla prova 7. Volcker, Reagan, Thatcher e Teng Hsiao-ping hanno tutti adottato argomenti minoritari diffusi da tempo e li hanno resi maggioritari sempre attraverso una lunga lotta. Il Sudafrica del dopo-apartheid ha presto adottato il neoliberismo, e anche la Cina contemporanea, come vedremo, sembra puntare in questa direzione. Tali valori, a loro parere, erano minacciati non solo dal fascismo, dal comunismo e dalle dittature, ma anche da tutte quelle forme di intervento statale che sostituivano al libero arbitrio degli individui le decisioni collettive.

Author:Dirr Bale
Country:Ukraine
Language:English (Spanish)
Genre:Video
Published (Last):5 January 2019
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La costruzione del consenso 51 3. Lo stato neoliberista 78 4. Il neoliberismo alla prova 7. Volcker, Reagan, Thatcher e Teng Hsiao-ping hanno tutti adottato argomenti minoritari diffusi da tempo e li hanno resi maggioritari sempre attraverso una lunga lotta. Il Sudafrica del dopo-apartheid ha presto adottato il neoliberismo, e anche la Cina contemporanea, come vedremo, sembra puntare in questa direzione.

Tali valori, a loro parere, erano minacciati non solo dal fascismo, dal comunismo e dalle dittature, ma anche da tutte quelle forme di intervento statale che sostituivano al libero arbitrio degli individui le decisioni collettive. Il mercato del lavoro, invece, sarebbe stato rigidamente regolamentato: gli scioperi erano di fatto proibiti nei settori chiave e il diritto a costituirsi in sindacato veniva limitato.

Veniva imposta inoltre una flat tax assai regressiva un piano di riforma fiscale ambizioso che da tempo i conservatori attendevano di poter attuare negli Stati Uniti. Secondo la teoria neoliberista, le misure che Bremer aveva delineato erano necessarie e sufficienti per produrre ricchezza e dunque per accrescere il benessere della popolazione nel suo complesso.

Le politiche di sostituzione delle importazioni attuate finanziando le industrie nazionali e imponendo dazi protezionistici che avevano dominato i tentativi dei paesi latinoamericani di sostenere lo sviluppo economico erano cadute in discredito, in particolare in Cile, dove non avevano mai dato i risultati sperati. Ora che tutto il mondo era in recessione economica, il problema andava affrontato in modo nuovo.

Revocarono le nazionalizzazioni e privatizzarono beni pubblici, resero le risorse naturali pesca, legname ecc. Non era la prima volta che un esperimento condotto in modo brutale alla periferia del mondo diveniva un modello per la messa a punto di politiche da adottare nel centro proprio come sarebbe accaduto con la flat tax imposta in Iraq dai decreti di Bremer.

E non furono certo gli americani a costringere Margaret Thatcher a imboccare pionieristicamente, nel , la via del neoliberismo. I neoliberisti insistono particolarmente sulla privatizzazione delle risorse. Lo stato neoliberista dovrebbe perseguire con costanza le ristrutturazioni interne e le nuove soluzioni istituzionali che possono migliorare la sua posizione competitiva rispetto agli altri stati nel mercato globale.

I teorici del neoliberismo nutrono, tuttavia, profondi sospetti nei confronti della democrazia. I neoliberisti preferiscono mantenere le istituzioni chiave, come la banca centrale, al riparo dalle pressioni democratiche. Soluzioni e rimedi ai problemi di qualsiasi tipo vanno cercati a titolo individuale, attraverso il sistema legale.

Non avrebbe senso la coesistenza tra diverse reti di energia elettrica, di condutture del gas, tra sistemi idrici e fognari e collegamenti ferroviari tra Washington e Boston in competizione tra loro. Il secondo principale terreno di controversie concerne i difetti del mercato.

Anche i difetti della competizione vengono affrontati in modo simile. Al contrario, sono coloro che prendono prestiti a dover pagare, quale che sia il costo sociale. Si tratta di tendenze chiaramente percepibili in tutti gli stati che hanno imboccato la strada neoliberista. Dato il violento attacco a tutte le forme di organizzazione del lavoro e di diritti del lavoro e il massiccio ricorso a riserve di manodopera ampie ma molto disorganizzate in paesi come Cina, Indonesia, India, Messico e Bangladesh, sembrerebbe che il controllo della forza lavoro e il mantenimento di un alto tasso di sfruttamento della manodopera siano stati essenziali per il processo di neoliberalizzazione.

Il ripristino o la creazione del potere di classe si verifica, come sempre, a spese del lavoro. A questa contraddizione si accompagna una crescente mancanza di simmetria nella relazione di potere tra grandi aziende e individui comuni. Questo vale per gli individui sul posto di lavoro e nelle altre dimensioni della vita. La deregolamentazione del sistema finanziario facilita comportamenti che rendono necessaria una ri-regolamentazione, se si vogliono evitare le crisi. Il neoliberismo nella sua forma pura ha sempre rischiato di evocare la propria nemesi, sotto forma di populismi e nazionalismi autoritari.

Il neoliberismo alla prova Le due locomotive economiche che hanno trainato il mondo durante la recessione globale iniziata dopo il sono stati gli Stati Uniti e la Cina. Gli Stati Uniti hanno fatto ricorso in modo pesante al deficit per finanziare campagne militari e consumi, mentre la Cina ha finanziato a debito, con prestiti bancari improduttivi, grandi investimenti infrastrutturali e investimenti di capitale fisso.

E poi una crisi finanziaria globale, in parte provocata proprio dalle sue sciagurate politiche economiche, permetterebbe al governo americano di sbarazzarsi finalmente di qualsiasi obbligo relativo al welfare dei suoi cittadini e di limitarsi a mettere insieme le forze militari e di polizia che potrebbero risultare necessarie per reprimere le agitazioni sociali e imporre una disciplina globale.

Ma le classi dominanti raramente cedono volontariamente, se mai lo fanno, una parte del loro potere, e non vedo per quale ragione si debba credere che lo farebbero in questo caso. I risultati attuali si rivelano assolutamente deludenti. I tassi di crescita globale aggregata si collocavano intorno al 3,5 per cento negli anni sessanta e perfino durante i difficili anni settanta non scesero sotto il 2,4 per cento.

E in Africa non ha fatto assolutamente nulla per generare cambiamenti positivi. La neoliberalizzazione circoscritta della Svezia, per esempio, ha ottenuto risultati assai migliori della neoliberalizzazione sostenuta del Regno Unito. La Svezia si classifica terza al mondo quanto ad aspettativa di vita, mentre il Regno Unito si colloca al ventinovesimo posto.

Certe droghe sono ritenute illegali. In parte, la divisione tra neoliberisti e neoconservatori riflette una diversa idea su quale sia il punto in cui si dovrebbero tracciare le linee divisorie.

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Breve storia del neoliberismo Author: Please re-enter recipient e-mail address es. Breve storia del neoliberismo: Founded inBookFinder. David Harvey: used books, rare books and new books page 2 David Harvey — Breve historia del Neoliberalismo — www Finally, through critical engagement with this history, Harvey constructs a framework not only for analyzing the political and economic dangers that now surround us, but also for assessing the prospects for the more socially just alternatives being advocated by many oppositional movements. The Baby Under g:. More editions of The Condition of Postmodernity: Welcome to our site, dear reader!

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Negli Stati Uniti i cosiddetti "falchi liberali", per esempio, hanno fatto appello a questi temi per giustificare gli interventi imperialisti in Kosovo, Timor Est, Haiti e, soprattutto, Afghanistan e Iraq. A livello nazionale, gli effetti non sono meno insidiosi. Gli effetti politici possono essere scoraggianti. Ci si sente tentati, alla luce di queste critiche, di evitare tutti i richiami a valori universali, in quanto fatalmente viziati, e a far cadere ogni riferimento ai diritti, in quanto insostenibile imposizione di etiche astratte, basate sul mercato, per mascherare la restaurazione del potere di classe. Mettere in discussione questi particolari diritti significa sfidare il processo sociale a cui sono intrinseci. Solo quando riescono a saldarsi con qualche processo sociale trovano un significato sociale. Prendiamo il caso del neoliberismo.

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